Copenaghen – Prima Parte

Giorno 1

Siamo arrivati a Copenaghen il pomeriggio del 26 dicembre e siamo stati accolti dalla tipico paesaggio invernale, dai finestroni appannati della metro che collega l’aeroporto con il centro potevamo vedere il mare e le case della periferia, ai bordi delle strade c’erano cumuli di neve vecchia e giallastra. Arrivati a Kogen Nytrov – la piazza centrale, allora in fase di ristrutturazione – ci dirigiamo immediatamente verso il Best Western City Hotel posto in una bella via formata da tutte piccole case di mattoni rossicci, entriamo nell’hotel subito accogliente pronti per fare il check-in.

La ragazza alla reception ci comunica che non c’è alcuna prenotazione a nostro nome, stupito faccio vedere il foglio della prenotazione, la ragazza guardandoci tra il preoccupato e il divertito ci comunica che quello in cui eravamo era si un Best Western ma non era il nostro, il quale si trovava all’altro capo della città, vicino alla stazione centrale, gentilmente ci fornisce una cartina e ci indica il punto in cui troveremo il nostro hotel.
Usciti in strada scoppiamo in una grossa risata e, complice il giorno di festa, i taxi troppo cari e i bus a mezzo servizio decidiamo di recarci a piedi verso l’hotel corretto.

Tra una risata e l’altra torniamo a Kogen Nytrov ed imboccando Strøget – la via dello shopping – ci fermiamo subito al primo bar per scaldarci con un caffè bollente, poi di tutta fretta riprendiamo la marcia ed in circa 40 minuti arriviamo al nostro hotel, quello giusto stavolta, il Best Western Mercur Hotel. Non mi capacitavo del fatto di aver sbagliato hotel, ho scoperto più tardi che su booking.com avevo inserito tra i preferiti entrambi gli hotel, ho prenotato nel secondo ma ho stampato la mappa del primo, essendo entrambi della stessa catena ho fatto confusione, cose che capitano!

Fatto il check-in e una doccia calda gironzoliamo per un po’ per prendere confidenza con la città dopo di che ci rechiamo alla biglietteria del parco Tivoli per acquistare due Copenaghen Card. Se avete in previsione di andare in visita a questa bella città vi consigliamo vivamente di farla, costa il giusto e vi consente di vedere praticamente tutti i musei e le attrazioni della città, per le attrazioni minori c’è uno sconto sul biglietto d’ingresso. Noi abbiamo preferito fare quella per 72 ore visto che più o meno era il tempo che avevamo a disposizione, sborsiamo i nostri 85 euro a testa ed entriamo nel parco.

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Il parco fu aperto il 15 agosto 1843 ed è l’unico al mondo e assieme al vicino Dyrehavsbakken ad essere rimasto intatto fino ad oggi dal giorno della sua apertura. Molte delle giostre presenti sono le stesse di un tempo, ha un fascino incredibile, tutto è bellissimo e curato, sono presenti anche delle montagne russe di legno. Tutti gaudenti di essere in un parco divertimenti proviamo a fare qualche giostra, ma scopriamo subito che il Tivoli non è un parco divertimenti come gli altri: va pagato un biglietto di ingresso (incluso nella CPCard) e poi all’interno vanno acquistati dei ticket dal costo di 25 dk l’uno (circa 3.30 euro), ogni singola giostra può richiedere da 1 a 4 ticket, quindi decido di volerne provare una che è abbastanza singolare, costa 3 ticket e si chiama “The Star Flyer” un palo alto 80 metri al quale sono agganciate delle seggioline di metallo che dalla base, ruotando attorno al palo centrale, portano fino alla sommità continuando a girare intorno, deve essere divertente farlo in un clima mite estivo, magari la sera.

Vi assicuro che non lo era al 26 di Dicembre con la temperatura che si attestava attorno ai -5 °C, non ricordo di aver mai avuto tanto freddo, avevo le mani e i piedi congelati, cercavo di ripararmi quanto più potevo nella giacca ma la velocità e il freddo aumentavano, il vento aveva ghiacciato le lacrime e sulle ciglia si erano formati tanti piccoli cristalli di ghiaccio, non ricordo nulla del panorama, se non una serie di palazzi e di luci che si muovevano vorticosamente. Finiti quei 3 minuti di inferno, sono tronato con i piedi per terra da Ilaria che mi fa notare la somiglianza con uno stoccafisso dei  mari nordici.

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Riprendiamo il giro per questo bel parco guardandoci bene dal fare altre attrazioni (la metà comunque erano chiuse a causa del freddo), un po’ fanciullescamente beviamo una cioccolata calda e mangiamo dello zucchero filato, nonostante il freddo e il grigiore del cielo l’atmosfera è magica e calorosa, tutto è adornato per le festività Natalizie e ogni nostro passo è accompagnato da tante belle canzoncine, sembra di essere in un mondo magico.

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Finito il giro a Tivoli ci dirigiamo verso Rådhuspladsen; il freddo è pungente, nonostante sciarpe e berretti il vento sferza i nostri volti con gelidi colpi che si infilano tra le pieghe delle sciarpe come lame affilate, il cielo plumbeo pieno di nubi ci sovrasta e i vecchi ed affascinanti palazzi Danesi sembrano osservarci con severità. La piazza centrale della città non è grandissima, da un lato è presente il Municipio: un bellissimo edificio alto, dal colore marrone, in stile neorinascimentale, dall’altro lato lavori edilizi per la nuova fermata della metro purtroppo interrompono la bellezza della piazza, al centro è presente un albero natalizio gigantesco e le luci di quest’ultimo unite a quelle delle grandi insegne al neon pubblicitarie si riflettono nelle pozzanghere e sulla pavimentazione bagnata creando un effetto molto suggestivo, sembra di essere i protagonisti di un quadro ad acquerello.
C’è poco da vedere perché quasi tutto è chiuso perché è un giorno festivo, quindi torniamo verso Strøget, ci fermiamo a fare una calda merenda in quello che sarà poi il nostro locale preferito per tutto il viaggio: una pasticceria della catena Lagkagehuset, locale arredato in stile moderno che sforna ogni genere di delizia tipica danese, sia dolce che salato con la prevalenza del dolce.
Rifocillati torniamo per strada, non c’è nessuno in giro se non qualche turista-ghiacciolo-zombie che gironzola senza una meta come noi. Stufi delle vetrine dei negozi chiusi ci fermiamo incuriositi al Ripley’s Believe It or Not! presso Rådhuspladsen.

Non eravamo mai stati in uno di questi musei che potete trovare sparsi un po’ ovunque nel mondo, sostanzialmente è un’accozzaglia di oggetti strani e curiosi provenienti da ogni angolo della terra, ovviamente potete anche trovare manichini fatti male di personaggi dalla dubbia identità tipo l’uomo più ciccione del mondo, o magari un Taj Mahal fatto da 300.000 (trecentomila) fiammiferi, chi diamine ha il tempo di fare una cosa simile?! Carino se proprio non si ha nulla da fare e tutte le altre attività sono chiuse (come nel nostro caso), ma in futuro ci guarderemo bene dal visitarne un altro. L’ingresso costa circa 8 euro per gli adulti.

Prima di tornare all’hotel, vista l’ora di cena ci fermiamo a quello che sembra essere l’unico posto verosimilmente aperto, un KFC dove all’interno si è riversata metà Copenaghen – l’altra metà era nel Tivoli – e dove deliziamo le nostre papille gustative con un disgustoso pollo molliccio e gommoso, accompagnato da una inquietante salsa biancastra che senza alcun indugio scaraventiamo nel cestino con un tiro da 3 punti che ci invidierebbe anche Steph Curry. Non frequentiamo mai i fastfood per il semplice fatto che vendono immondizia e sono tutto tranne che dei bei posti dove gustarsi un pasto, il questo caso facciamo di necessità virtù, ma vista la nottata passata dopo questa succulenta cenetta, non ripeteremo l’errore in futuro.

 

Giorno 2

KFC ha tormentato i nostri sogni, ma ci svegliamo di buon umore e dopo aver spazzolato la colazione inclusa nella tariffa dell’hotel, ci rechiamo subito verso Kogen Nytrov, prendiamo la metro direzione aeroporto e ci fermiamo a Kastrup volgendo la nostra attenzione al Den Blå Planet, il famoso acquario.
Architettonicamente e concettualmente è un’autentica opera d’arte, guardandolo dall’alto è concepito come una gigantesca conchiglia e le vasche piene di pesci bellissimi si snodano all’interno delle sue spire, siamo rimasti davvero affascinati dalla struttura. Non è grandissimo, e i pesci che si vedono sono più o meno gli stessi che si vedono in tutti i grandi acquari, però è proprio un gioiello tutto è descritto e spiegato in maniera quasi didattica ed è proprio piacevole gironzolare per i corridoi, il pezzo forte è il cuore della “conchiglia” ovvero una vasca gigantesca alla quale si arriva tramite un tunnel con il tetto in vetro che la attraversa, nella quale nuotano centinaia di pesci di tutte le specie, forme e colori. E’ davvero impressionante, come tutti gli acquari è presente anche una zona tropicale con farfalle e diverse specie di rettili ed anfibi. Il biglietto d’ingresso per un adulto costa 170 dkk (circa 23 euro), non è di certo popolare ma è incluso nella nostra Copenaghen Card.

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Per l’ora di pranzo ci dirigiamo in centro, alla volta del Rosemborg Slot.
Oggi il clima è leggermente più mite (siamo sui 0°C) quello che ci da sollievo però è che il vento si è placato e questo ci consente di fermarci presso un baldacchino a Kultorvet per mangiare una specie di hot dog avvolto in una specie di pasta sfoglia (non ricordiamo il nome ma è una cosa molto popolare).
Il Rosemborg Slot è un castello molto bello e ben conservato, si trova in un grande parco verde nei pressi del giardino botanico, è in stile rinascimentale e attraverso le sue stanze si possono respirare 400 anni di storia, voluto da Re Christian IV, ne è stata sua dimora. Sembra veramente di fare un tuffo nel passato, si può entrare in ogni stanza del castello e attraverso alcune tabelle informative è possibile impararne la storia e rivivere la vita di corte. All’interno Sono conservate con cura opere d’arte, quadri, arredi e oggetti di uso comune, nel piano seminterrato si possono ammirare anche le corone reali. L’ingresso per un adulto costa 105 dkk (circa 14 euro), incluso nella Copenaghen Card.

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Terminata la visita al Rosemborg Slot ci dirigiamo verso un altro punto di interesse molto particolare: la Rundetårn. Questa è una delle cose più particolari che abbiamo visto, e crediamo sia abbastanza unica nel suo genere, si tratta di una torre alta poco meno di 40 metri costruita tra il 1637 e il 1742, è stata la prima parte del “Complesso della Trinità” una composizione di una chiesa, una libreria e un osservatorio tutto compreso in un solo edificio, per l’epoca è davvero un’opera meravigliosa. E’ molto particolare perché per arrivare all’osservatorio non ci sono scale ma si sale per un unico “scivolo” che occupa l’edificio per tutta la sua larghezza e ruota per 7,5 volte attorno alla colonna centrale; questa – tra l’altro – è vuota al centro. Dall’alto si ha una vista molto particolare, perché non è l’edificio più alto e quindi si può quasi ammirare lo skyline della città. Il biglietto d’ingresso per un adulto è di 25 dkk (circa 3,50 euro).

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Alle 17.30 c’è già buio pesto e siamo due ghiaccioli, passiamo a rifocillarci presso un Lagkagehuset, facciamo qualche compera qua e la e torniamo verso l’hotel per farci una doccia calda e rigenerante, oggi è il compleanno di Ilaria, ci dirigiamo verso Strøget e ci infiliamo in uno di quei locali cinogiappi all you can eat che per 19 euro a testa ci fa cenare come re e regina, il colpo al cuore arriva proprio mentre stiamo cenando, sono le 21 circa del 27 dicembre e fuori dalla finestra possiamo ammirare gli addetti del comune che solerti rimuovono le decorazioni Natalizie, è il segno che un altro meraviglioso anno sta volgendo al termine, ma non potevano aspettare 2 giorni a tirarle giù?? A completare il quadretto non c’è neanche un po’ di neve, che a noi piace tanto.

Questo è tutto per la prima parte, per continuare leggi la Seconda parte (in arrivo anche la terza)

Tak e alla prossima!

 

Luca&Ila

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