Copenaghen – Seconda Parte

…continua da Prima parte.

Giorno 3

Il terzo giorno ci svegliamo con comodo e puntiamo decisi a quello che per me valeva tutto il viaggio, la fabbrica della Carlsberg. Ci dirigiamo verso la fermata del bus e ci rechiamo nel quartiere dove ha sede la famosa birra danese, un quartiere molto carino, piccole strade attorniate da marciapiedi con aiuole, alberi e tutte le costruzioni sono in mattoni di colore marrone scuro, quella che visiteremo infatti è la vecchia fabbrica, non più in attività.

In una zona un po’ defilata rispetto al centro visitatori si può ammirare il vero e proprio ingresso della fabbrica con due grossi elefanti in pietra a sostenere la struttura d’ingresso, per far capire il legame di questa famiglia con la città e la nazione vi facciamo notare che sopra agli elefanti è riportata la scritta: “Laboremus Pro Patria” (Lavoriamo per la patria).
Vuoi per la posizione defilata rispetto al centro visitatori, vuoi per il freddo che in quei giorni mi ha congelato il cervello, vuoi perché di natura ho la memoria di un pesce rosso, mi sono completamente dimenticato di questa “chicca”, quindi non siamo andati a vedere questo spettacolo, ma me ne sarei accorto solo la sera. In buona sostanza, se andate a visitare la Carlsberg, passate a vederli che meritano.

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All’ingresso veniamo “etichettati” con un adesivo come visitatori, entriamo e subito veniamo accolti da un baffuto bartender che ci offre un buon bicchiere di birra (3 tipi tra cui scegliere), nell’atrio dove possiamo degustare la birra è possibile anche conoscere la storia del famoso marchio grazie ad una breve introduzione, al piano superiore invece si può ammirare la più grande collezione di bottiglie di birra al mondo (tutte chiuse), sono una diversa dall’altra e provenienti da tutto il mondo, al momento della nostra visita erano 22.527 di cui in esposizione 16.843.

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Finito il giro della collezione torniamo dal nostro amico baffuto a cui rendiamo il bicchiere, iniziamo il giro del quale non stiamo a scrivere molto, ma in buona sostanza ci si trova all’interno del vecchio stabile dove attraverso sali/scendi vari e passaggi in diverse stanze si passa per le fasi di produzione della birra di oggi e di come veniva prodotta un tempo, la vita dei lavoratori all’interno della fabbrica, la storia del marchio e dei suoi fondatori, fino alle pubblicità storiche. La fine del tour si conclude nella birreria Carlsberg proprio sopra la stazione d’imbottigliamento e inscatolamento ancora oggi funzionante, siamo all’ora di pranzo quindi non ci sottraiamo dal degustare un ottimo Smørrebrød e la nostra seconda birra inclusa. Terminato il lauto pranzo ci rechiamo verso l’uscita e passiamo per un capannone dove sono ancora conservati con cura alcuni veicoli per il trasporto di un tempo (furgoncini e carrozze) e una stalla dove sono presenti dei bellissimi cavalli da traino, che in estate vengono utilizzati assieme alle carrozze per i giri turistici attorno al quartiere; immancabile alla fine di tutto l’uscita “obbligata” dal brand store. Vale la pena farci visita se siete appassionati di birra, se non lo siete potete anche farne a meno, però potrebbe comunque essere interessante perché la famiglia Jacobsen è legata indissolubilmente alla città di Copenaghen e visitare la fabbrica potrebbe essere un modo alternativo per conoscerla meglio. Il biglietto d’ingresso costa 95 DKK (circa 13 euro) sono inclusi 2 drink a biglietto (sia birra che qualsiasi bevanda analcolica) ed è inclusa nella Copenaghen Card. Se invece preferite pagarvi il biglietto, per la modica cifra di 14,60 euro è possibile acquistare il biglietto assieme ad un bel poster di una pubblicità storica. Inoltre c’è la possibilità di aggiungere un tour guidato o un’esperienza di “beer tasting” a 6,70 euro l’uno (non disponibili al momento della nostra visita), tutte le info QUI.

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Finito il giro alla fabbrica torniamo verso il centro e, sempre in tema famiglia Jacobsen, ci rechiamo alla NY Carlsberg Glyptotek.

Questo museo è il frutto della collezione privata, poi donata alla città, del birraio Carl Jacobsen figlio di Jacob Christian Jacobsen fondatore della famosa birra danese. E’ una struttura immensa e architettonicamente bellissima, oggi contiene moltissime opere d’arte provenienti da tutto il mondo, sia dipinti che sculture, e principalmente è divisa in due marco-aree: arte moderna ed antica. L’area moderna contiene prevalentemente opere del diciannovesimo e ventesimo secolo, danesi e non, tra le altre si trovano opere di Gauguin, Degas’ e Rodin, solo per citarne alcuni. L’area antica invece contiene opere provenienti dalle epoche greche, romane ed egiziane, moltissime statue e manufatti di ogni genere raccontano 3500 anni di storia. Al centro del museo è presente il bellissimo giardino d’inverno un vero e proprio giardino al coperto, sovrastato dalla grossa cupola in vetro tutto composto da piante tropicali, nel quale fanno capolino alcune statue e dove ci si può immergere e magari sedere su una panchina per leggere un libro o bere un caffè, un vero gioiello. Il biglietto d’ingresso per un adulto costa 95 DKK (poco meno di 13 euro), è incluso nella Copenaghen Card.

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Usciamo e gironzoliamo nelle viuzze intorno senza una meta precisa, torniamo in hotel per una doccia calda e usciamo per cena, dopo qualche passo arriva la magia. La neve comincia a cadere in grossi fiocchi che lentamente e delicatamente si appoggiano qua e la. In poco tempo, quasi senza accorgercene, tutto viene coperto da una soffice coltre bianca, le luci sfavillanti del Tivoli illuminano la nostra strada e le restanti luci natalizie affiorano dalla neve quasi ad abbracciarci e scaldarci, l’atmosfera diventa magica. Senza fretta e senza meta cominciamo a passeggiare per le viuzze attorno a Strøget godendoci quel momento.

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Il freddo però si fa sentire, l’insegna Bronx Burger attira i nostri occhi ed i nostri stomaci brontolanti, ci infiliamo in questo localino molto carino e ben riscaldato, per la modica cifra di 15 euro a testa ci scofaniamo un hamburgerone con bibita e refill gratuito.

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Satolli torniamo per strada, durante la cena la neve aveva continuato a riempire le strade, ora i passi si facevano ovattati e all’altezza di Rådhuspladsen il vento e la neve sempre più forti ci circondano, sembra essere quasi una tormenta, quindi di tutta fretta ci dirigiamo verso l’hotel, dal quale ammiriamo la neve scendere con sullo sfondo i tetti bianchi di Copenaghen.

Tak e alla prossima…in arrivo la terza ed ultima parte!

Luca&Ila

 

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4 pensieri su “Copenaghen – Seconda Parte

    1. Ciao! Se non ci sei mai stata ti consiglio vivamente di andarci…è una città splendida, noi ci siamo andati in pieno inverno, ci piacerebbe tornare magari in primavera o in autunno, quando i colori esplodono!
      Comunque è vicina ed è facile da raggiungere 🙂 ti auguro di coronare presto il tuo sogno!

      Mi piace

  1. L’atmosfera natalizia che si respira guardando le foto di questa città innevata è pazzesca! Deve essere stato bellissimo (:
    Complimenti per le per l’articolo e per le foto!

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