Copenaghen – Terza parte

Giorno 4

Ultimo giorno per sfruttare la nostra Copenaghen Card, quindi la mattina ci rechiamo direttamente allo Zoo, molto discusso per l’episodio della giraffa, ne avevamo sentito tanto parlare quindi volevamo visitarlo, non ci aspettavamo molto visto che era pieno inverno, ma tanto il biglietto era incluso, quindi perché no?

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E’ molto grande e molto ben organizzato, al 29 di dicembre però c’è poco da vedere, molti animali sono in letargo o nelle loro tane che dormono beatamente e meritatamente. In mezzo alla neve veniamo però accolti dalle tigri sonnecchianti, un leopardo abbastanza attivo e qualche altro animale, arriviamo al luogo che più ci ha lasciati impressionati, la zona degli elefanti, una struttura imponente e ben riscaldata che ospitava diversi elefanti, i più anziani intenti a sonnecchiare i più giovani a giocare, non avevamo mai visto una struttura simile, alla quale seguiva una gigantesca area esterna che nel periodo estivo potevano frequentare e che si poteva ammirare da una bella zona panoramica. I bei pachidermi erano all’interno di questa struttura perché non adatti ed abituati al rigido clima esterno, – come per tutti le specie provenienti dalle zone calde – ma non sembravano affatto sofferenti od in difficoltà. Altra cosa interessante di questo zoo è una passerella panoramica in legno, sospesa sopra ad alcune zone con animali “nordici”: lupi, bisonti, orsi bruni e renne anche qui purtroppo per noi, ma meglio per loro, in pochi ci hanno accolto. Un’altra zona molto bella è quella dei grandi mammiferi africani, dove d’estate si possono ammirare zebre, giraffe o rinoceronti girare in un grande prato e gli ippopotami in una zona dedicata, ovviamente non adesso, per cui abbiamo solo visto le zebre fuori nella neve, l’ippopotamo immerso in un bagno caldo all’interno di una zona tropicale e le giraffe in una struttura ben riscaldata adatta alla loro altezza.

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Se avete voglia di visitarlo non fatevi remore e visitatelo, secondo noi è tenuto molto bene e vale la pena solo per gli elefanti, per il resto si vede quello che si vede in qualsiasi zoo, diciamo pure che su una scala da 1 a 10, per noi si merita un 7, sinceramente dovessimo tornare a Copenaghen non ci torneremmo. Il biglietto d’ingresso per un adulto costa 144 DKK (circa 19 euro) ma è incluso nella Copenaghen Card.

Terminato il giro allo Zoo, torniamo in centro dove pranziamo e, visto che abbiamo terminato la Copenaghen Card ci dedichiamo alla famosa Sirenetta.

La Sirenetta si trova vicino al Kastellett, una piccola cittadina militare fortificata attorniata da un fosso a forma di stella, l’ingresso è gratuito e potete visitarla liberamente, all’esterno del Kastellett si trovano delle colline erbose dove sono presenti diverse panchine e dove si può passeggiare liberamente, durante la bella stagione deve essere molto bello farci un picnic o rilassarsi qualche ora, c’è una splendida vista della città e del mare.

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Passeggiando per il Kastellett prendiamo poi la strada per la famosa Sirenetta. Si trova in una zona periferica fuori dai punti di interesse della città, abbandonata nel bel mezzo del nulla in un luogo privo di qualsivoglia fascino. A fare da contorno sullo sfondo ci si aspetterebbe mare a perdita d’occhio e tramonti senza fiato, invece c’è solo il porto industriale con fabbriche e ciminiere fumanti, nulla di romantico o con una storia che valga la pena di essere raccontata, per fare una foto decente è necessario prenderla “di fianco” e cercare lo sfondo della città.

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La statua è piccola (alta 125 cm) ma carina, è brutto da dire, ma è quasi insignificante e dare a questa statuetta l’onore di essere il simbolo di questa bellissima città è riduttivo per la città stessa. La sua storia fra l’altro, non ha per nulla a che vedere con Copenaghen: un bel giorno Carl Jacobsen (il birraio magnate, padre della NY Carlsberg Glyptotek) rimase folgorato da un adattamento a balletto della fiaba “la sirenetta”, decise di commissionarne una statua e donarla alla città, tutto qua; tra l’altro, quella che c’è esposta non è neanche quella originale perché nel corso degli anni è stata decapitata, mutilata e vandalizzata, all’ennesimo attacco vandalico hanno deciso di sostituirla con una copia, questa copia ha resistito a diverse imbrattature, anch’essa è stata decapitata e nel 2003 è stata anche sradicata con una carica esplosiva, il comune ne ha messa un’ulteriore copia. Ora, caro comune di Copenaghen, ai tuoi cittadini non sta proprio a genio da quanto si può evincere dagli eventi che l’hanno afflitta nel corso degli anni, non potreste semplicemente farla sparire, o magari metterle una qualche recinzione o spostarla ad una 20ina di metri più in la, in modo che non ci si possa saltare in groppa? Se comunque volete leggere uno stralcio della sua storia, leggete QUI.

Giorno 5

Siamo al nostro ultimo giorno, nel pomeriggio abbiamo il volo, quindi ne approfittiamo per l’ultimo luogo da vedere.

Dopo la colazione quindi, ci rechiamo a Nyhavn, il porto antico (è considerato tale anche se il suo nome significa letteralmente “porto nuovo”), è una “lingua” d’acqua rettangolare, che entra nella città, tutt’attorno ci sono tante case di altezze e colori diversi sotto le quali sono presenti tanti ristorantini tipici, è molto pittoresco e all’interno del porticciolo sono ormeggiati anche alcuni velieri d’epoca. È veramente un luogo piacevole, la giornata lievemente soleggiata ce lo fa apprezzare maggiormente, passeggiamo su un lato e lo percorriamo tutto fino ad arrivare al Royal Danish Playhouse: un edificio brutto come pochi, sede distaccata del Royal Danish Theater. Dal molo del Royal Danish Playhouse si può ammirare la Copenaghen Opera House, il famoso teatro tanto premiato per la sua architettura. Ora, io potrò anche non intendermene molto di architettura, sarà anche bellissimo nelle serate dell’opera tutto sfavillante con le luci che si riflettono sull’acqua e sarà anche vero che dentro è di notevole impatto, ma da fuori è proprio brutto, sembra che un vassoio sia caduto dal cielo su un edificio. Queste cose mi lasciano sempre un po’ perplesso.

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Torniamo a lustrarci gli occhi con Nyhavn, ci gustiamo il nostro ultimo Smørrebrød proprio sul porticciolo presso il Cafè Brooklyn e pian piano riprendiamo la strada, questa volta verso l’aeroporto, che ci riporta nel bel paese.

Che dire? Copenaghen sicuramente ci ha colpiti molto e altrettanto sicuramente, come in ogni posto speciale, ci abbiamo lasciato un pezzettino di cuore. Ci piacerebbe tornare a vederla, in primavera magari e poterla apprezzare con altri colori, altri profumi e altre atmosfere.

 

Riepilogo dei costi complessivi per 2 persone:

  • Volo Milano-Copenaghen: 250 euro
  • Hotel 5 gg/4 nt: 395 euro
  • Copenaghen Card: 170 euro
  • Cibo: 200-300 euro (indicativo, calcolando dai 40 ai 60 euro al giorno)

Tot: circa 1000 euro (500 euro a persona), tutto incluso!

 

Tak e alla prossima!

Luca&Ila

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3 pensieri su “Copenaghen – Terza parte

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