Festa de Santa Lussìa

Piccola premessa:

Ero un po’ titubante sullo scrivere questo post, un po’ perché mi sembrava banale e un po’ perché parla di noi Veronesi e del legame profondo che abbiamo con la nostra città. Ritengo questo legame molto personale e profondo, quindi scrivere qualcosa a riguardo mi sembrava una forzatura. Ho deciso però di scriverlo perché voglio far conoscere a tutti voi (veronesi e non…) questa bella tradizione della nostra città e il mio modo di vivere questo momento magico.

Tradizione di Santa Lucia

La tradizione vuole che attorno all’ XIII Secolo, Verona, fu colpita da una pericolosa epidemia che infettava gli occhi, soprattutto dei bambini. La popolazione decise di recarsi in pellegrinaggio senza scarpe e senza mantello alla chiesa di Sant’Agnese (situata dove oggi c’è la sede del comune) e di chiedere la grazia a Santa Lucia. Dato il clima rigido i bambini non gradirono molto l’idea di partecipare, così i genitori promisero loro che se avessero preso parte al pellegrinaggio, la santa li avrebbe ringraziati colmando le loro scarpe di doni dopo il ritorno a casa.
Oggi i bimbi aspettano con trepidante attesa la sera del 12 dicembre, quando tutti vanno a dormire presto per consentire a Santa Lucia di arrivare assieme al suo asinello e di portare i tanto attesi doni che troveranno la mattina del 13 dicembre. Tradizionalmente i doni sono giocattoli (originariamente in legno) e dolciumi, ai quali fanno capo le deliziose Frolline di Santa Lucia presentate sotto diverse forme (stelline, lune, cuoricini o animali), che dovrebbero essere di buon auspicio e scacciare il male. Attenzione  però! Perché i bimbi cattivi ricevevano solo carbone!

I Banchetti

Da un secolo circa, per celebrare questa tradizione sono stati istituiti i famosi “Banchetti di Piazza Brà”, conosciuti anche come “Mercatini” o “Banchetti” di Santa Lucia. Ogni anno dall’11 al 13 dicembre, Piazza Brà e le vie adiacenti vengono invase da centinaia di banchetti che vendono oggetti di ogni genere.

In origine i banchetti vendevano solo dolci e giocattoli, ce n’erano a centinaia, oggi il numero si è purtroppo ridotto e a farla da padrone, oltre ai dolci, sono più che altro venditori di abbigliamento, ma si può comprare davvero di tutto; alla fine, comunque, qualche venditore di giocattoli per fortuna ancora c’è.

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L’infanzia

I l’à fati su de note,
co le asse e col martel,
co le tole, mèse rote,
piturade da cortel,
co ‘na tenda trata sora
co i lumeti trati là…
L’ è così che salta fora
i bancheti de la Brà!

Inizia così la poesia dedicata alla Festa di Santa Lucia scritta da Berto Barbarani, il più importante poeta dialettale veronese del ‘900 e che tradotta dice più o meno così:

Li hanno costruiti di notte,
con le assi e con il martello,
con le tavole, mezze rotte,
pitturate frettolosamente,
con una tenda tirata sopra
con i lumini messi la…*
E’ così che saltano fuori
i Banchetti di Piazza Brà!

*di questo non sono esattamente sicuro della traduzione

I versi di questa poesia accompagnano i veronesi fin da bambini, ricordo che fin da piccolo mi veniva raccontata dai maestri di scuola o dai nonni. Gli stessi nonni che portavano me e mio fratello il 12 dicembre ai banchetti in cerca di qualche dolce, poi a casa creavano la magia nascondendosi dietro una porta e facendo apparire magicamente delle caramelle in salotto, ad un tratto suonava una piccola campanella: ”E’ Santa Lucia! Corri a nasconderti”, mi dicevano…la paura era tanta, anche perché se un bimbo monello aveva il coraggio provare a guardarla, questa lanciava della cenere nei suoi occhi: “non vorrai diventare cieco? Vai a nanna! Però prima prepara i biscotti!”, allora con l’aiuto di mamma e papà si preparava una tazza di caffèlatte con qualche biscotto per far rifocillare Santa Lucia e un piccolo mucchio di fieno con una vaschetta d’acqua per l’asinello, poi tutti a letto. La tensione era così alta che ci si addormentava in un attimo, la mattina sveglia presto, corsa in sala e tanti dolci e doni invadevano la tavola, era un peccato dover andare a scuola…tutte quelle cose da mangiare e quel giocattolo con cui giocare avrebbero dovuto aspettare solo il pomeriggio…

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Il presente

Santa Lucia è diventata un’occasione o una scusa anche per i grandi per regalarsi qualche dolcetto o farsi qualche regalino, noi amiamo questo evento e abbiamo fatto della visita ai banchetti la nostra tradizione annuale. Li visitiamo oggi con lo stesso spirito di quando si visitavano con i nonni con i genitori, mano nella mano, lasciandoci trasportare dal profumo delle noccioline tostate, dal gusto di una deliziosa frittellona con la nutella e dalle mille calde luci che adornano Piazza Brà.

P.S.: Se volete venire a far visita a Verona, ogni momento è buono, ma questo periodo in particolare ve lo consigliamo, in città si possono raggiungere anche i Banchetti di Norimberga e quelli dell’Arsenale, ogni via è adornata con bellissimi decori e luci natalizie e l’atmosfera è davvero meravigliosa.

Grazie e alla prossima

Luca&Ila

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